3. Processo di Piano

Logica di sviluppo del piano

Nel concreto, l'elaborazione del piano si fonda su una preliminare identificazione dei temi, ovvero delle problematiche da affrontare e/o delle occasioni da cogliere nel corso del suo sviluppo.
Questo primo momento orienta la seconda fase di lavoro, consistente in una accurata attività di analisi, che include l’acquisizione dei rilievi della rete viaria, del traffico e della sosta precedentemente svolti, l’eventuale effettuazione di rilievi integrativi, ma anche un esame del trasporto pubblico, e uno studio dei dati urbanistici e territoriali disponibili.
Da tali analisi deriva una diagnosi della situazione corrente, sulla cui base è generalmente possibile costruire il sistema degli obiettivi del piano. Viene cioè costruita una visione comune e condivisa su cosa non funziona nell'attuale organizzazione della mobilità ed a quali obiettivi di funzionamento si deve tendere. Questo comporta la necessità di dover delineare gli equilibri - anche di mediazione - tra le diverse esigenze; di definire cioè il quadro per quella che potremmo definire la “mobilità sostenibile” per la Città di Collegno.
Questa fase di lavoro – in generale la più delicata – richiede solitamente lo sviluppo di diverse possibili strategie, anche alternative tra loro, da sottoporre ad adeguata valutazione comparativa, in modo da selezionare l’opzione di intervento più aderente alle aspettative della cittadinanza e dell’Amministrazione.
La costruzione del sistema degli obiettivi e la definizione delle strategie da adottarsi per il loro raggiungimento è però un passaggio preliminare fondamentale per individuare interventi realmente fattibili sotto il profilo non soltanto tecnico ed economico, ma anche sociale ed istituzionale.
La comparazione delle alternative strategiche deve avvenire di norma entro una fase di confronto e mediazione, a seguito della quale può verificarsi la necessità di rivedere il quadro degli obiettivi perseguiti dal piano.
L’ultima fase del processo consiste infine nell’esatta identificazione dei singoli interventi da attuarsi, secondo un percorso razionale, finanziariamente sostenibili e socialmente non traumatici di implementazione delle strategie proposte.
Un momento fondamentale del processo di attuazione è poi quello del controllo, ovvero della valutazione dell'efficacia degli interventi via via messi in opera in ordine al raggiungimento degli obiettivi specifici posti dal piano. L'impegno alla verifica ed alla eventuale revisione dei provvedimenti adottati non solo non è un elemento di debolezza del piano, ma costituisce anzi un passaggio essenziale nel suo processo di formazione.

Un piano di obiettivi quale quello proposto per la Città di Collegno può infatti mantenere la sua validità anche se gli interventi previsti per il loro conseguimento si rivelassero inadeguati o non perseguibili nei tempi e con le modalità del progetto originario. 

 


Procedure di adozione

L’integrazione del processo con la VAS determina, fra l’altro, una maggiore articolazione delle procedure di adozione ed appro-vazione del piano. Infatti, per poter deliberare, sia la Giunta che il Consiglio Comunale hanno l’obbligo di acquisire il parere motivato, sottoscritto dall’autorità competente (d’intesa con l’autorità proce-dente), riguardante l’impatto ambientale del piano stesso.
A fronte di tale obbligo, la procedura di adozione ed approvazione del piano può essere schematicamente distinta nelle fasi seguenti (vedi fig.3.1):

  1. la bozza di piano viene valutata dalla Conferenza finale di VAS e quindi inviata alla Giunta comunale, accompagnata dal parere motivato dell’autorità competente;
  2. la bozza di piano viene adottata dalla Giunta Comunale;
  3. il piano così adottato viene pubblicato per 30 giorni, allo scopo di raccogliere, entro un termine di ulteriori 30 giorni, eventuali osservazioni dei cittadini;
  4. la Giunta Comunale esamina le osservazioni provvedendo se del caso a definire le corrispondenti controdeduzioni;
  5. il piano contro dedotto viene sottoposto ad un nuovo esame dell’autorità competente, che emana il proprio parere motivato finale;
  6. l’intera documentazione può finalmente essere trasmessa al Consiglio Comunale per l’adozione finale del piano